Topic outline

  • Lezione 1 24 settembre 2012 - presentazione dei contenuti del corso

    Il corso mutua (cioè può essere frequentato anche da chi ha in piano di studi) Informatica umanistica permettendo così di spendere come INF/01 la materia studiata. le lezioni iniziano lunedì 24 settembre, ore 11-13 in aula informatica di palazzo tartara.

    Bibliografia (ampliata rispetto a quella della presentazione del corso)
    M. Lana, Il testo nel computer, Bollati Boringhieri 2004 costituisce la dispensa del corso (se seguite le lezioni non ne avete bisogno).

    Tra i libri seguenti se ne deve scegliere uno a piacere da studiare:
    I. Domanin, Filosofia dell'ipertesto, Apogeo;
    D. Fiormonte, Scrittura e filologia nell'era digitale, Bollati Boringhieri;
    Ippolita, Luci e ombre di Google, Feltrinelli; anche disponibile online all'URL http://www.ippolita.net/google;
    Digital philology and medieval texts, a cura di A. Ciula e F. Stella, Pacini editore
    T. Numerico, D. Fiormonte, F. Tomasi, L'umanista digitale, Il Mulino
    YOUser. Manuale per l'interazione con gli utenti del web culturale, disponibile online all'URL http://www.minervaeurope.org/publications/Handbookwebuserinteraction_it.pdf
    P. Castellucci, Dall'ipertesto al web. Storia culturale dell'informatica, Laterza
    T. Nelson, The future of information (link al file per scaricarlo)
    L. Floridi, La rivoluzione dell’informazione, 2012, Codice edizioni, ISBN: 978-88-7578-306-8
    E. Pariser, Il filtro, 2012, Il Saggiatore
    E. Morozov, L'ingenuità della rete, 2011, Codice edizioni
    H. Rheingold, net smart, (in inglese) MIT Press, 2010
    J. Lanier, Tu non sei un gadget, 2010, Mondadori
    M. Heim, Electric language, (in inglese) Yale University Press,

    E' inoltre richiesto un lavoro pratico, o di analisi di testo con MonoconcPro, o di creazione di un documento ipertestuale con Word; tale lavoro riceve una valutazione fail/pass, con valutazione pass si può registrare il voto d'esame.
    L'argomento del lavoro deve essere preliminarmente concordato con il docente tramite email. Eventuali accordi verbali devono essere completati con una comunicazione in email.
    L'ipertesto deve avere un'ampiezza di almeno 10-12 lessie, ognuna che inizi su nuova pagina; deve avere un sommario cliccabile in apertura; deve contenere almeno 7-8 rimandi interni navigabili e cliccabili in forma di riferimento di pagina

    Presentazione del corso,
    descrizione bibliografia
    modalità d'esame

    • Lezione 2 Giovedì 27 settembre - Google e l'economia dell'attenzione

      La lezione, argomenti principali (NB: per chi non frequenta e vuole approfondimenti basta prendere i sintagmi rilevanti - web nascosto, economia dell'attenzione, eccetera - e cercarli nel web)

      che cosa del web viene catalogato dai motori di ricerca, questione del web profondo/web nascosto (deep web/hidden web) su cui si veda http://www.brightplanet.com/2012/06/the-deep-web-surfacing-hidden-value/

      il ruolo preponderante, se non monopolistico di fatto, di google nelle ricerche e la presenza crescente nel mondo dei servizi informatici: mail (gmail), foto (picasa), documenti e scrittura (google docs), e altro ancora

      la domanda: chi paga? siamo noi che paghiamo, con gli occhi e la mente, è l'economia dell'attenzione. fulmikneamente davanti ad una pagina web valutiamo e scegliamo i link su cui cliccare, questo è un "valore" che nessuna macchina è in grado di replicare. noi lo regaliamo in cambio dei servizi

      differenza tra virtuale e digitale: il digitale non è virtuale, ciò che è virtuale esiste in potenza, non in atto; il web esiste in atto, nel web compiamo azioni icui esiti sono ben visibili nel mondo fisico (non nel mondo reale come se l'altro mondo, quello digitale, non fosse reale)

      se il digitale è un mondo occorre avere in esso la stessa cura/attenzione/ per la propria identità che se ne ha nel mondo fisico: non ammettiamo estranei in casa nostara a nostra insaputa, lo stesso deve essere nei nostri spazi privati nel web (facebook, email, eccetera) e non vale il principio "tanto non ho nulla da nascondere". non perciò nel mondo fisico lasciamo che chiunque a nostra insaputa entri in casa nostra

      alfabetizzazione: nel mondo fisico non si conclude con i primi anni delle elementari quando si impara a scrivere e leggere e numeri ma si estende molto più avanti perché nel suo senso più ampio e forte singifica comprendere ed essere parte attiva della propria cultura/civiltà; nel mondi digtale ci riteniamo ormai alfabetizzati quando siamo ad un livello paragonabile alle elementari (=sappiamo usare i programmi); mancano ilivelli successivi in cui diventiamo consapevoli dei singificati delle nostre azioni, dei rischi, delle implicazioni, delle possibilità di azione per modificare lo stato delle cose.

      non perdetevi una visita ai datacenter di google, per mezzo del link qui sotto. è una cosa recente recente (del 17/18 ottobre 2012).

    • Lezione 3 Lunedì 1 ottobre 2012 - Google: don't be evil

      il tema è questo: la comunicazione attraverso il web tocca tutto il mondo e quindi si confornta con le legislazioni nazionali che la regolano

      i contenuti della comunicazione possono essere limitati nel rispetto delle leggi dei vari paesi. per sempio in cina è vietato parlare del tibet e delle rivolte anticinesi che vi hanno luogo, ed è vietato parlare del buddhismo. in francia e germania, chehanno recepito in modo più rigoroso dell'italia una legge europea, sono vietati i siti che fanno apologia del razzismo e/o del nazismo.

      risultato: se un navigatore cinese scrive "tibet" riceve qualche immagine e qualche informazione amministrativa. nulla più.
      se un navigatore francese cerca "nazismo" non riceve tra gli esiti i siti in cui si parla del nazismo per propagandarlo, difenderlo, eccetera.

      un esempio recente: il blocco per gli utenti tedeschi di un account di twitter attraverso il quale si fa propoganda nazista. qui un link alla notizia con tutti i riferimenti per approfondire:http://daily.wired.it/news/internet/2012/10/18/censura-twitter-456789.html?utm_source=wired&utm_medium=NL

      come riferimento normativo europeo su questo tema si veda per esempio la pagina all'indirizzo http://ec.europa.eu/justice/fundamental-rights/racism-xenophobia/framework-decision/index_en.htm. la francia e la germania hanno dato corso alle normativa europea citata e alle sue richieste in modo preciso e puntuale, non così molti altri paesi compresa l'italia.

      come avviene l'identificazione della nazionalità dell'utente e quindi la decisione di 'quali regole applicare alla sua navigazione?' in base al fornitore di connettività. se il fornitore di connettività (alice, tele2, fastweb, eccetera) attraverso al quale mi connetto in rete è italiano, allora io sono un navigatore italiano, se mi connetto attraverso uno francese, per la rete sono francese, e così via. in base a questo principio google fornisce gi esiti

      potrei però essere un cinese che conosce direttamente -senza bisogno di passare da google- l'esistenza di un ipotetico sito www.freetibet.org. in tal caso la censura avverrebbe per mezzo di un altro meccanismo: il blocco dato dai DNS. i DNS, domain name server, sono computer che ogni fornitore di connettività possiede che hanno il compito di tradurre gli indirizzi web "verbali" (www.lett.unipmn.it per esempio) in indirizzi IP (internet protocol) cioè blocchi di numeri che identificano univocamente ogni computer o servizio connesso alla rete. per www.lett.unipmn.it l'indirizzo IP è 193.206.58.210. i DNS italiani, ad esempio, bloccano gli accessi ai siti di scommesse che non rispettano le morme fiscali italiane. se soo un dissidente cinese che vuole raggiungere il sito www.freetibet.org posso cambiare il server DNS della mia connessione, sceglierne uno indipendente (provate a cercare "free dns" oppure "public dns" con google; tra gli esiti troviamo che anche google offre anche un servizio gratuito di DNS!) e cambiarlo utilizzando o il programma di configurazione del mio modem-router, se mi connetto con l'adsl, oppure in alternativa attraverso il pannello di controllo della connessione stessa

      per farlo: in windows7, clicco sull'icona della connessione nella barra delle applicazioni


      nella finestra che si apre clicco con il pulsante secondario sull'icona della connessione attiva e compare un piccolo menu con la voce stato

      clicco su stato, poi nella fienstra che si apre successivamente clicco su proprietà, confermo la richiesta diwindoes se volgio proprio aprire quel link, e compare il pannello di controllo della connessione:

      seleziono protocollo internet versione 4 e clicco su proprietà; e arrivo finalmente al punto dove posso modficare il DNS della mia connessione:

      clicco su "utilizza i seguenti indirizzi server dns" e in preferito e alternativo metto gli indirizzi IP dei dns pubblici

      torniamo all'inizio, cioè ai blocchi dei siti operati attraverso i dns. non a caso ho fatto l'esempio di un cinese che vuole visitare un sito che esprime opinioni politiche sul tibet, e non quello di un itaoiano che vuole fare scommesse su un sito illegale, o di un francese che vuole andare un sito di esaltazione del nazismo. perché anche nel caso delle norme che regolano internet nei vari paesi appare chiaro anche se una legge è formalmente corretta (è stata emessa da chi ha potere di farlo, e nei tempi e nelle forme stabilite) non significa per ciò stesso che il suo contenuto sia moralmente valido: la libertà di opinione è buona, il nazismo no. suscita reazioni nel web questo comportamento neutrale di google, 'vorremmo' che google difendesse nel mondo digitale le regole che non sappiamo difendere nel mondo fisico e a ben pensarci una situazione di questo genere segnala con forza sia quanto il digitale sia un mondo complesso, quanto questo mondo sia strettamente interconnesso con il mondo fisico, quanto desideriamo per il mondo digitale regole che siano nuove e migliori di quelle che abbiamo saputo dare al mondo fisico

      • Lezione 4 - Giovedì 4 ottobre 2012 - Il linguaggio di interrogazione di Google

        pagina web con info sul linguaggio di interrogazione di google:
        http://support.google.com/websearch/?hl=it
        e poi lì si clicca su "suggerimenti per la ricerca"

        operatori inclusione, esclusione, stringa

        indice di futilità

        temi 'meta':
        fiducia in chi ha scritto le pagine
        come ampliare - per mezzo delle ricerche - il proprio lessico in un ambito che non si conosce

        [da finire]

        • Lezione 5 - Lunedì 8 ottobre 2012 - Linguaggio di interrogazione di Google (2)

          richiamo ancora i link alle informazioni generali online sul linguaggio di interrogazione:
          http://support.google.com/websearch/?hl=it
          da quella pagina lì sono utili i link
          link disponibili per approfondimenti sulla ricerca in Google

          un bel librino sul linguaggio di interrogazione di google è "google" editrice apogeo, disponibile in biblioteca di dipartimento

          tema della pubblicità: abbiamo visto che le ricerche fatte con parole che possono avere un'attinenza con attività economiche (stampa fotografia digitale; non invece ontologia esistenzialismo) mostrano nella pagina 2 aree di link pubblicitari identificati come tali dal titolino "annunci". la pubblicità pagata dalle aziende inserzioniste è la fonte di denaro su cui vive l'azienda Google, vari meccanismi per le aziende per comparire nei link pubblicitari

          abbiamo visto l'interfaccia di ricerca avanzata che si raggiunge attraverso l'omonimo link che si trova alla destra del campo di ricerca della home di Google

          abbiamo visto che le ricerche fatte con l'interfaccia avanzata mostrano nel campo di ricerca che compare in testa alla pagine degli esiti gli operatori utilizzati.

          operatori:
          lang: a lezione non si è capito come funziona
          site:lett.unipmn.it cerca solo dentro il sito in questione
          site:it cerca solo dentro le pagine web il cui indirizzo termina per it
          filetype:pdf/doc/ppt (la barra sta a dire che si scrive o filetype:ppt, o ...) cerca solo dentro i file del tipo indicato dall'estensione

          adesso i sistemi operativi per essere (chi l'ha deciso) più amichevoli nascondono l'estensione die file, cioè la sigla di tre lettere che ne identifica il formato per il quale basterebbe l'icona: riconosciamo i file di word dall'icona, non dalla sigla che portano al fondo (file.doc, opoure file.docx). ma quando vogliamo usare le finzioni avanzate di google ci servono le estensioni, non le icone, per identificare i file, solo che 'ce le hanno nascoste'.

          per visualizzare le estensioni dei file in windows, si apre una cartella sul dektop, poi si va a strumenti | opzioni cartella | visualizza e si toglie la spunta "nascondi le estensioni per i tipi di file conosciuti"

          • Lezione 6 - 11 ottobre 2012 - Google, la capitale dei barbari

            a lezione si sono letti i capitoli 12-15 del saggio di a. baricco "i barbari", capitoli in cui si parla di come Google cambia la nostra cultura. i barbari sono quelli che / siamo noi che usiamo il motore di ricerca perché avremmo scambiato la lentezza e profondità con cui nella nostra tradizione culturale si conquista il sapere, la conoscenza, con la velocità di superficie del surfare tra le pagine web; e in quest modo come 'i barbari che vanno all'assalto dell'impero' .con Google si va all'assalto dell'impero della tradizione della conoscenza, (finendo) per distruggerlo

            il punto di vista proposto a lezione è che lentezza e velocità, movimento in profondità e in superficie possono essere alternativi l'uno all'altro, come dicono metaforicamente le loro direzioni perpendicolari: ma in un approccio di ricerca serio possono essere compresenti. non pensando solo alla ricerca come attività accademica, di studenti, laureandi, e prof, ma come un'attività che ci riguarda quando abbiamo un vuoto di conoscenza che intendiamo colmare, quale che ne sia l'oggetto

            a margine, ci fu alcuni anni dopo, uno scambio di riflessioni tra baricco e scalfari sul tema "i barbari hanno vinto?"

            trovate gli articoli divisi in 2 file pdf, uno per i capitoli del saggio, e uno per lo scambio baricco-scalfari

          • Lezione 7 - 15 ottobre 2012 - Google books e Google scholar

            spunti per richiamare argomenti trattati nella lezione

            google inc. avvia l'iniziativa "books" nel xxxx nasce con l'intento di "digitalizzare i libri", senza un chiaro limite quindi in linea di principio *tutti* i libri
            i primi libri digitalizzati sono queli che si trovano nell biblioteche universitarie americane e nelle public libraries: a fronte dei diritti di proprietà intellettuale che  vietano la riproduzione con ogni mezzo l'argomento di google inc. è: "se sono lì a disposizione di chi li vuole leggere, possono essere digitalizzati e messi a disposizione di chi li vuole leggere" anche in digitale. l'argomento è complicato da gestire, la copia a stampa disponibile in biblioteca può essere letta da 1 persona alla volta dopo essere stata pagata, la copia digitale può essere letta da un numero illimitato di persone contemporaneamente senza essere stata nemmeno acquistata (le copie da digitalizzare possono essere prese in prestito da una biblioteca come un qualsiasi libro...
            grande opposizione da parte degli editori, ovviamente, negli usa e in europa. negli usa google e gli editori sono arrivati a degli accordi (i cosiddetti settlements) in base ai quali google inc. paga cifre consistenti all'associazione degli editori, che li impiegherà per sostenere l'editoria.

            in italia google ha stipulato nell'agosto del 2010 un accordo con la biblioteca nazionale di firenze per la digitalizzazione dei libri lì contenuti. con quali tempi, in base a quali criteri, eccetera, non è stato reso oto. come sempre segreto industriale?

            google books si raggiunge all'indirizzo books.google.it ed è un'iniziativa per la digitalizzazione dei libri - potremmo dire - di interesse generale. google scholar (scholar.google.it) invece è simile per modalità ma è specificamente orientato alla digitalizzazione delle pubblicazioni scientifiche e della cosiddetta "letteratura grigia" cioè pubblicazioni scientifiche che non necessariamente hanno un editore appartenente al circuito della grande distribuzione. tipico caso quello di atti di convegni pubblicati abbastanza spesso attraverso piccoli editori o tipografie.

            a parte vari aspetti di contorno che comunque val la pema di richiamare:
            possibilità di creare una biblioteca personale in google books (ovviamente, dopo esserci identificati, in modo che il quadro dei nostri interessi mettendo insiem,e email - gmail, video - youtube, se vogliamo postare dei video dobbiamo identificarci, foto - picasa, ora inglobato in google docs XXXXXXXXXX, ricerche - google DNS, e altro ancora)
            la possibilità - in parte teorica in parte effettiva, dipende dalle volte, dai casi, eccetera- di individuare sia biblioteche sia librerie sul territorio da cui formuliamo la ricerca cosicché se vediamo un libro che ci interessa possiamo cercare di capie se possiamo acquistarlo in una libreria o consultarlo in stampa in una biblioteca che siano vicine a noi
            i libri da includere possono essere segnalati da autori e/o editori; l'evente diritto - normalmente l'editore - sceglie se consentire la visualizzazione di tutto il libro, di tutto il libri meno qualche pagina, di blocchi di pagine, dei soliti esiti di ricerca, oppure nulla (ma anche se non si concede la visualizzazione di nulla, le ricerche vengono comunque fatte e l'utente viene comunque informate che il libro "X", non visualizzabile, contiene 347 occorrenze della parola che gli interessa..

            il nucleo dell'interesse è che come nel motore di ricerca generalista, se inseriamo una o più parole (con le regole che conosciamo da google generalista) nei campi di ricercq di books e scholar la ricerca viene fatta sul contenuti dei libri, sul full text, sul corpo testo o come lo vogliamo chiamare. in tutti gli altri casi, anche ocn i cataloghi digitali come librinlinea la ricerca viene fatta sui dati di catakogo: autore, titolo, descrzione se c'è, catalogazione epr argoemnto se c'è. e così via,. ma il full text non c'è mai.
            ora, dal punto di vista dei bibliotecari le ricerche fatte con books e scholar sono ricerche un po' daq selvaggi perché si ignorano le buone maniere su cui fino ad ora si è retto il nodo della ricerca delle informazioni (i dati catalografici consueti, appunto) per - come affamati maleducati- lanciarsi a ingozzarsi di informazioni prese dal full text appunto, quando invece sapere chi sono l'autore e l'editore, qual è la data di pubblicazione, eccetera, sono tutti elementi vitali per valutare la qualità - per continuare la metafora - del cibo su cui ci lanciamo.


            ma qui ci interessa un aspetto cognitivo? euristico? operativo? di valore assoluto: posto che voglio studire l'argomento x, definito perifrasticamente da una serie di parole o locuzioni che 'lo agganciano' come ami adatti al pesce da pescare, cercando queste parole nel full text vengo a individuare libri della cui esistenza potrei non aver mai saputo nulla. poi certo dovrò valutare, soprattutto per un contesto scientifico di ricerca, la loro autorevolezza: ma intanto 'ho trovato'. leggere, analizzare, valutare è piacevole, ed è attività adatta alla mente umana. individuare dove possa trovarsi ciò ceh serve per una ricerca è invece attività grandemente faticosa se non si hanno strumenti digitali. ritorno alle metafore di baricco superficie veloce e profindità lenta (di cui dicevo - ricordate: le due componenti non sono in alternativa ma si integrano): grande velocità per esplorare il mondo delle risorse disponibili in digitale; su quelle che paiono interessanti 'pianto una bandierina promemoria', finita l'esplorazione torno dove ho messo i segnaposto ed inizio ad approfondire.

            rimane poi sempre valido, sia chiaro, il fatto di consultare cataloghi fisici di biblioteche fisiche, di chiedere consigli a chi ne sa di più, eccetera, cioè tenere anche un piede nel mondo consueto dei libri a stampa e delle biblioteche; ma l'altro piede può stare saldamente poggiato nel mondo digitale con tutta la sua lussureggiante ricchezza informativa


            • Lezione 8 - 18 ottobre 2012 - Come tutto ebbe inizio: Vannevar Bush e il memex

              il memex è una macchina per la gestione delle informazioni su microfilm concepita intorno alla metà degli anni '30

              il microfilm all'epoca è il supporto per la memorizzazione di dati, a cui erano interessate biblioteche e banche, principalmente.

              bush lavora a macchine per la selezione di informazioni su microfil, ma sotto segreto industriale (quella sviluppata per NCR) o militare (quella sviluppata per la Martina americana) o contrattuale (quella sviluppata per l'FBI). in tutti i casi, pricnipalmente per il fatto di essere macchine le cui parti erano lavorate con tolleranze troppo alte, inevitabili all'epoca, questi rapid selectors nopn raggingono lo scop, non funzionano con precisione se operano ad alta velocità.

              bush nel 1945 pubblica sulla rivista Atlantic Monthly un articolo in cui prende sputno dalle spertienze dei rapid selectors per - per così dire - rilanciare alzando la posta: pensa ad una macchina di uso genrrale per la gestien individuale delle informaizoni, che chiama memex ed altro non è che la rivisitazione concettualizzata dei lavori precedenti che non aveva potuto rendere noti. il tema che interessa ed è durevole è quello dei modi per gestire e organizzare le informazioni ("la mente umana non lavora così, la mente umana lavora per associazioni..").

              la concezione tecnica è obsoleta al 100%, negli finali della II guerra mondiale opera in UK il primo computer digitale, Colossus, impiegatio per decrittare i codici tedeschi delle trasmissioni militari; e in Germania l'ingegnere Konrad Zuse autonomamente aveva sviluppo un prototipo di computer digitale; a fronte di essi la macchina che utilizza i microfilm è una sorta di dinosauro, dal punto di vista tecnico/tecnologico.

              importanti nel saggio di bush le parti in cui: si parla del funzionamento della mente umana; in cui viene descritto il memex in dettaglio; il finale in cui bush - coinvolto con un ruolo di primo piano nella macchina scientifico-militare che porta alla rpoduzione delle bombe atomiche sganciate sul giappone - lascia una visione del futuro che vorrebbe essere ottimistica ma senza troppo riuscirci. da leggere a confronto con la conclusione dell'appello di douglas engelbart (lezione successiva) che vogliano lavorare allo sviluppo di una macchina che supporti il lavoro intellettuale umano


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              il web è ipertestuale ma non abbiamo bisogno di saperlo per farne uso! ipertesto=testo che contiene collegamenti ad altre parti di testo; nel computer il collegamento si attiva cliccandoci sopra. 

              secondo G. Landow i primi esempi di ipertesto, nella cultura occidentale sono la Bibbia e l'Enciclopedia; secondo Ted Nelson la prima pagina di un quotidiano è un ottimo esempio di ipertesto; e anche se l'iprtesto esiste da prima del computer, è con il computer che se ne fruisce al meglio. il termine ipertesto viene inventato nel 1965 da Ted Nelson.

              tutto inizia con le idee di Bush, che negli anni 30 progetta macchine per la gestione dell'informazione, 

              • dal differential analyzer (costruito in molti esemplari, venduto in tutto il mondo, oggi non ne esiste più nemmeno uno, ma ne vediamo uno in funzione nel film di fantascienza "When worlds collide"
              • ai rapid selectors (costruiti per FBI, Marina militare USA, NCR) per la selezione di immagini su microfilm
                • derivati da una macchina inventata da E. Golderg, dipendente della Zeiss, azienda tedesca che produce(va) lenti, obiettivi, macchine fotografiche; la fonte delle informazioni su Goldberg è l'articolo di M.K. Buckland, Emanuel Goldberg, Electronic Document Retrieval, And Vannevar Bush's Memex che contiene 2 interessanti immagini che mostrano il funzionamento del meccanismo di selezione dei fotogrammi in base ai codici punzonati sul margine
              • al memex, descritto in un articolo pubblicato nel luglio1945 su The Atlantic Magazine con il titolo "As we may think" e disponibile in versione italiana qui sotto ("Come possiamo pensare"); poi pubblicato anche su Life magazine (19, No. 11 (1945), pagg. 112-124) con illustrazioni realizzate dal disegnatore della rivista sotto la guida di Bush stesso (se si cerca memex con Google immagini, le immagini al tratto, in bianco e nero, sono quelle che accompagnavano l'articolo di Life).
              negli anni della II guerra mondiale Bush viene collocato dal presidente Roosevelt a capo dell'Office of Scientific Research and Development, agenzia destinata all'applicazione militare della ricerca scientifica; nel quadro delle attività di questa agenzia vengono progettate e realizzate le bombe atomiche sganciate sul Giappone.
              il memex non è un ipertesto ma è ipertestuale la sua logica di funzionamento: le informazioni sono organizzate/vengono reperite per associazione di idee, non per collocazione dentro un repertorio basato su un criterio di ordinamento razionale astratto (il catalogo, l'elenco, che in genere sono ordinati alfabeticamente). Bush scrive in proposito: 
              La nostra incapacità nel fruire dei nostri stessi archivi è in gran parte causata dalla artificiosità dei sistemi di indicizzazione utilizzati. Quando dei dati, di qualunque tipo, vengono immagazzinati, essi sono archiviati alfabeticamente o numericamente, e le informazioni vengono reperite (quando vengono reperite) ricercandole di sottoclasse in sottoclasse. Queste informazioni si trovano in un unico punto dell'archivio, a meno che non ci siano dei duplicati; si devono possedere delle regole per decidere quale cammino ci porterà alla informazione che cerchiamo, ma queste regole sono difficili da utilizzare e gestire. Una volta trovata una prima informazione utile, inoltre, bisogna emergere dal sistema e rientrarvi per un cammino differente alla ricerca delle altre informazioni di cui abbiamo bisogno.

              La mente umana non funziona in questo modo. Essa opera per associazioni. Una volta che essa abbia un elemento a disposizione, salta istantaneamente all'elemento successivo suggerito, in base a un intrico di piste registrate nelle cellule del cervello, dalla associazione dei pensieri. Naturalmente, la mente ha anche altre caratteristiche. Piste che non vengono frequentemente percorse tendono a svanire, gli elementi non sono permanenti, la memoria è transitoria. Eppure, più d'ogni altra cosa in natura, la velocità di reazione, la complessità delle interrelazioni, il dettaglio delle immagini mentali, incutono meraviglia.

              L'uomo non può sperare di replicare completamente con mezzi artificiali i processi mentali, ma sicuramente dovrebbe essere in grado di trarne molti insegnamenti. II tentativo di riprodurre i processi mentali potrebbe addirittura portare a migliorare lo stesso essere umano, poiché al momento i suoi ricordi sono ben lungi dall'essere permanenti. Il primo insegnamento che dobbiamo trarre dal funzionamento della mente riguarda il processo di selezione. La selezione per associazione, piuttosto che per indicizzazione, potrebbe forse essere meccanizzata. Non si può sperare di eguagliare la velocità e la versatilità con le quali la mente segue una associazione, ma dovrebbe decisamente essere possibile farlo per quanto riguarda la persistenza e la chiarezza delle informazioni estratte.
              il memex non verrà mai costruito ma le riflessioni di Bush saranno poi la base delle elaborazioni successive di Douglas Engelbart e di Ted Nelson e i concetti espressi da Bush qui sopra non saranno smentiti ma anzi  confermati e rafforzati. Noi oggi quando usiamo risorse nel web viviamo immersi in questa concezione dell'organizzazione della conoscenza.
              la pagina finale del saggio, assolutamente importante da leggere, colloca l'invenzione del memex sullo sfondo della ricerca scientifica che condusse alla bomba atomica: la ricerca scientifica ha prodotto armi terribili ma può anche costruire una casa migliore per l'umanità, e l'umanità si gioca il futuro nelle scelte che farà di fornte a questa alternativa.
            • Lezione 9 - 22 ottobre 2012 - Douglas Englebart e l'oNLine System

              Douglas Engelbart 'incontra' Bush leggendo il suo articolo sull'Atlantic Magazine in una bibliotechina della Croce Rossa nelle Filippine mentre aspetta di essere rimpatriato alla fine della II guerra mondiale.

              i punti chiave del suo percorso verso l'oNLine System: la guerra; il rimpatrio;  il lavoro per lo Stanford research Institute (SRI); la decisione di fare qualcosa di utile per il genere umano; la scelta di farlo nell'ambito della gestione dell'informazione.

              sulla gestione dell'informazione, il paradigma licklider-engelbart: engelbart, come già licklider, sperimentalmente verifica che nella giornata di un knowledge worker amplissima percentuale del tempo è dedicata a compiti ripetitivi che potrebbero esser svolti meglio da una macchina, liberando così tempo in cui gli esseri umani potrebbero mettere a frutto le capacità che gli sono proprie: porre interrogativi, cercare risposte, valutare ipotesi come possibili risposte alle domande formulate, e così via.

              il riscontro per spendersi in questo, con l'argomentazione di engelbart: il PIL cresce ma non cresce la capcità del gener eumano di gestire le informazioni

              la pagina conclusiva del progetto di engelbart: augmenting human intellect - a conceptual framework, del 1962: la sua è una chiamata aperta a tutti i ricercatori disposti a riconoscere che tra il nuclear power [siamo negli anni della guerra fredda e delle armi atomiche] e il neural power [il potere/l'energia della mente] alla lunga quello più importante è il secondo. da confrontare con la cupa visione di bush, che nella pagina conclusiva di as we may think dice: la scienza ha mostrato che cosa può fare in guerra, ma può anche costruire una casa migliore per l'umanità; e in questa scelta l'umanità si gioca tutto, speriamo che sia capace di fare la scelta giusta.

              qui sotto i link per accedere ai 2 testi di engelbart, quello del 1962 che contiene il progetto, e quello del 1968 che descrive il prototipo realizzato.

              l'idea di engelbart non si realizza, i ricercatori più importanti del suo Augmentation Research Center (ARC) passano al PARC della Xerox (Palo Alto Research Center) dove anche con il loro contributo vengono realizzati prima lo Xerox Star [il prototipo] e poi lo Xerox Alto [la macchina di serie] che rappresentano, alla fine degli anni 70, il personal computer come ancora oggi lo concepiamo.

            • Lezione 11 - 29 ottobre 2012 - Tim Berners-Lee e l'invenzione del web

              il documento chiave è la proposta che TBL presentò al CERN, dove lavorava come programmatore a contratto, prima nel 1989 e poi di nuovo nel 1990 con l'appoggio di robert cailliau: "information management. a proposal". nel documento il contenuto più importante è costituito dai 2 passi dove TBL descrive con l'aggettivo "universale" il sistema che sta proponendo di realizzare.

              collegato con il tema dell'universalità dell'accesso al web, è il tema delle indicazioni per costruire siti web accessibili e usabili (caratterizzati da accessibilità e usabilità). attenzione: i 2 termini sono termini tecnici, non generici. il riferimento pratico (siamo in contesto non normativo o legale, ma di linee guida e buone pratiche) è costituito dalle Web Content Accessibility Guidelines WCAG, prodotte periodicamente dal Web Consortium, organizzazione non governativa, formata da soggetti privati e pubblici che hanno interesse allo sviluppo del web, e allo sviluppo ordinato e controllato (non libero-destrutturato in cui ogni soggetto prende le iniziative che gli interessano, cosa che porterebbe alla frammentazione del web in siti non accessibili completamente a tutti i programmi di navigazione).

              a lezione ho parlato a lungo della bibliografia della proposta, bibliografia che contiene un certo numero di rimandi a pubblicazioni sul tema dell'ipertesto; ne ricordo bene un'altra versione, letta in rete, che conteneva molta molta meno bibliografia e quasi nulla sul temna dell'ipertesto. quando però ho cercato di tritrovarla non ci sono riuscito, né in rete né nel mio archivio sul notebook non ho trovato quella versione.