Topic outline

  • Topic 1

    INTRODUZIONE

    La presente unità introduce l’argomento del corso e le conoscenze che vengono impartite in esso. Il documento allegato “Definizione della materia” cerca di collocare il termine “glottologia” e di fornire una delimitazione precisa della disciplina. Il documento “Le origini” presenta la storia dei primi passi della linguistica storico-comparativa, con particolare attenzione all’indoeuropeistica (corrisponde alle pagine 143-153 del libro di testo).

    La nozione di parentela linguistica e le principali restrizioni metodologiche della ricostruzione sono condensati nel documento “Famiglia linguistica”, che corrisponde alle pagine 23-44 del libro di testo.

    L’unità consta di 2 ore di lezione frontale supportate da quattro documenti illustrativi e corrisponde a letture per 31 pagine completabili in 8 ore di studio individuale. L’Unità assegna CFU 0,4 e il lavoro individuale consta di circa 4 pagine l’ora. Il testo è abbastanza discorsivo e non richiede grande sforzo.

  • Topic 2

    LA LEGGE DI GRIMM E LA COMPARAZIONE FONETICA

    Il primo studio che ricostruisce una corrispondenza sistematica tra alcune lingue indoeuropee è quello proposto da Grimm nel 1882 e da Rask. Esistono due formulazioni di tale “legge fonetica”, una originale che istituisce una relazione tra greco, sanscrito e gotico, ed una più moderna in cui il rapporto è mediato attraverso un’entità ideale, l’indo-europeo ricostruito.

    L’unità corrisponde a 2 ore di lezione frontale e 8 ore di studio individuale. La legge di Grimm con le sue eccezioni è illustrata alle pagine 101-108 del libro di testo.

    assegna CFU 0.4; ed il lavoro individuale corrisponde a circa 1 pagina di lettura l’ora; il testo richiede maggior attenzione e comprensione. Il contenuto deve essere memorizzato scrupolosamente.

  • Topic 3

    RICOSTRUZIONE DEL SISTEMA FONETICO INDO-EUROPEO

    Argomento di questa unità è la ricostruzione del sistema fonetico indo-europeo e delle diverse continuazioni nelle singole lingue della famiglia. I documenti aggiunti presentano vari riassunti degli sviluppi fonetici ed un quadro generalmente riassuntivo.

    è costituita da 4 ore di lezione frontale e da 16 ore di studio individuale corrispondenti alla lettura delle schede e del libro di testo pagine 69-134 (a parte pp. 101-108 già letti nell’unità precedente).

    L’Unità assegna CFU 0,8 e il lavoro individuale corrisponde a circa 4 pagine di lettura. I paragrafi da memorizzare scrupolosamente sono 4 (corrispondente alla scheda “Lingue kentum e lingue satem”), 5, 6 (corrispondente alla scheda “Labiovelari indoeuropee), 7, 8, 11, 12, 13 (corrispondente al documento “Vocalismo indoeuropeo”), 14. Il documento “Sistema fonetico” fornisce una sorta di tabella riassuntiva del sistema fonetico indoeuropeo.

  • Topic 4

    LE LINGUE INDO-EUROPEE L’approfondimento delle relazioni tra le diverse lingue indoeuropee e il progredire della ricostruzione delle fasi arcaiche dell’indoeuropeo comune hanno indotto numerosissimi studiosi a porsi il problema dell’origine, dell’identità, della cultura, della storia e delle migrazioni del popolo indoeuropeo. Le ipotesi formulate sono state molte fin dai tempi di Schleicher ed i modelli di diffusione dei fenomeni linguistici si sono moltiplicate. Il documento “Gli indoeuropei” elenca le ipotesi più comuni sull’origine indoeuropea. Gli altri documenti presentano i gruppi delle lingue indoeuropee e la loro collocazione. L’Unità corrisponde alle pagine 181-189 e 194-236 del libro di testo, mentre i documenti associati a questa lezione ampliano un po’ il panorama delle ipotesi. L’Unità è costituita da 2 ore di lezione frontale, pari a 0,4 CFU, e 8 ore di lavoro individuale, corrispondenti a circa 6 pagine di lettura all’ora.
  • Topic 5

      IL SOSTRATO INDO-MEDITERRANEO

    In alcuni casi, la presenza di una forte civiltà di sostrato fa sì che la cultura, e la lingua, che nascono alla fine di un processo migratorio ed invasivo, siano il risultato della sintesi delle due culture. Questo è ciò che si ipotizza dell’area indiana e mediterranea che presentano alcune comunanze che non trovano spiegazione nell’unità indo-europea, ma piuttosto nell’esistenza di una cultura antichissima e molto sviluppata che si estendeva dalle pianure dell’India fino al vicino oriente e a parte del Mediterraneo.

    L’unità corrisponde alla lettura delle pagine 190-193 del libro di testo. Il materiale allegato fornisce un arricchimento.

  • Topic 6

    LA TRADIZIONE LINGUISTICA

    La ricostruzione linguistica che abbiamo descritto fin qui si è fondata su campioni di lingua di estensione temporale talora molto vasta. Per lingue come il greco o le lingue neolatine l'arco di tempo copre almeno tre millenni. Tutto questo è stato reso possibile dall'esistenza di una tradizione di scrittura, cui sono state consegnate le espressioni lingistiche. Dunque, il nostro grado di conoscenza della storia di una lingua è proporzionale all'antichità di attestazione, cioè di registrazione scritta.

    Il documento “Attestazioni” riporta una tabella con la cronologia di attestazione delle lingue indo-europee. Il fatto che una lingua sia attestata per la prima volta più o meno presto non implica, però, che essa abbia tratti di maggiore o minore antichità. L’antichità è un parametro che si applica all’attestazione di una lingua, ma non ad un suo stato. Una lingua può essere più o meno conservativa, cioè più o meno prossima alla sua matrice, ma questa distanza è indipendente dalla data della sua attestazione.

    Sull’origine della scrittura c’è un’interessante ipotesi di Denise Schmandt-Besserat (vedi).

    L’evoluzione della scrittura è complessa, ma segue percorsi simili (vedi documento “La scrittura”).

    La presente unità non fa riferimento a nessuna parte del libro di testo ed ha valore puramente informativo. Corrisponde a 2 ore di lezione frontale pare a 0.4 CFU e riochiede 8 ore di apprendimento individuale.

  • Topic 7

    IL CONTATTO LINGUISTICO

    L’evoluzione storica delle lingue si motiva anche con l’intervento di forze esterne, cioè con il contatto con altre lingue che, per diversi motivi, introducono elementi di cambiamento. Pur rimanendo una certa impredittibilità di tali cambiamenti, tuttavia molti si svolgono secondo schemi che la linguistica è riuscita a sistematizzare e classificare.

    Il documento allegato fornisce un’idea di questi contatti linguistici e molti esempi. L’unità non corrisponde a nessun capitolo del libro di testo. Tutto il materiale è contenuto nel documento allegato, di cui si raccomanda uno studio accurato.

  • Topic 8

    LE MINORANZE LINGUISTICHE

    Una delle forme in cui si esprime il contatto tra lingue è la sopravvivenza di isole linguistiche, cioè di comunità parlanti di una lingua che differisce da quella delle comunità circostanti. L’Italia, come mostra il documento allegato, è particolarmente ricca di queste comunità, cui è stato riconosciuto per legge (482/1999) lo stato di “minoranza linguistica”. Anche il Piemontese ha ricevuto questo riconoscimento.

    A fianco a queste realtà, ce ne sono altre meno definite e più diffuse, come mostra il documento “minoranze disperse”.

    L’argomento di questa unità non è presente sul libro di testo. L’unità corrisponde a 2 ore di lezione frontale, per un totale di 0,4 CFU e 8 ore di studio individuale. La conoscenza di questi argomenti è utile ad una miglior percezione della realtà culturale in cui viviamo.

  • Topic 9

    I modi del mutamento linguistico

    Le linee evolutive e gli schemi di contatto linguistico operano tutti insieme a far evolvere ogni singola lingua storico-naturale. Riesaminiamo qui di seguito alcuni elementi di questi processi che vanno sotto il nome generale di "mutamento linguistico".

  • Topic 10

    LE LINGUE DEL MONDO Questa unità è dedicata ad una caratterizzazione delle principali famiglie linguistiche del mondo. Per ciascun gruppo si dà la distribuzione spaziale e le principali caratteristiche linguistiche. Come abbiamo mostrato nell’unità 1, ogni lingua è espressione di una realtà socioculturale, anche se può divenire pericoloso spingere questo principio fio all’estremo di identificare lingua con popolo e razza. Per questi motivi è importante, in un mondo che va sempre più verso la globalizzazione aver un’idea relativamente precisa sulla distribuzione almeno delle lingue nel mondo. Questa unità non ha corrispondenti nel libro di testo. Tutte le informazioni sono disponibili nei documenti allegati all’unità che corrisponde a 2 ore di lezione frontale, peri a 0,4 CFU e 8 ore di studio individuale.
  • Topic 11

    MODI DELLA VARIAZIONE LINGUISTICA

    Il censimento delle lingue del mondo introduce il concetto di variazione linguistica, cioè dell’instaurarsi di differenze linguistiche. La variazione presentata nell’unità precedente è, in realtà, duplice, diatopica, intendendo la differenziazione distribuita su aree geografiche, e tipologica, intendendo la diversa realizzazione di determinati costrutti considerati universali. Il terzo tipo di variazione è quella diacronica, cioè la modificazione che una lingua subisce attraverso il tempo.

    I tre tipi di variazione spesso di intersecano tra loro. Lo studio della variazione diatopica, se svolto nell’ambito di una stessa unità linguistica, ha dato luogo ad importanti osservazioni anche di natura diacronica. Il metodo degli atlanti linguistici ed alcuni problemi che questo metodo evidenzia sono trattati, insieme ad alcuni altri tipi di variazione, nel cap.5 del libro di testo (pp. 159-179).

    La variazione tipologica è stata materia di osservazione da tempo (documento “Tipologia”).
  • Topic 12

    La tipologia linguistica si fonda molto sulla nozione di categoria, anche se spesso finisce con fornire indicazioni contrarie alla delimitazione formale.

    Di seguito esaminiamo molto cursoriamente il verbo e le categorie che convolge per capire quali sono i confini del concetto di categoria lessico-grammaticale. 

  • Topic 14

    • Topic 15