Bibliografia su urbanistica e paesaggio, ultime segnalazioni e aggiornamenti dal sito patrimonio s.o.s.

1) CENTRI STORICI MINORI Progetti di recupero e restauro del tessuto urbano fra identita’ culturale e salvaguardia


Editore: Maggioli
Collana: Ambiente Territorio Edilizia Urbanistic
Pagine: 279
ISBN: 8838746567
Prezzo: € 44,00
Anno: 2008
Il volume affronta il complesso tema del patrimonio di testimonianze storiche e identitarie costituito dai cosiddetti centri minori in Italia, una straordinaria ‘armatura strutturale’ di cui il nostro territorio e’ fondato e ricco e che connette in maniera indissolubile molti Comuni (anche piccoli e piccolissimi) alle loro tradizioni. ‘Centri Storici Minori’ raccoglie una serie di esperienze recentemente condotte o in fase di attuazione, offrendo uno spaccato trasversale di diverse realta’ italiane, che la scelta di non operare regionalismi, ma di affrontare una territorialita’ di piu’ ampio spettro geografico, consente.
Centri storici minori di Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Basilicata e Sicilia vengono qui raccontati presentando interventi di restauro su manufatti architettonici, piani strategici e programmi complessi, piani di recupero e interventi di riqualificazione e valorizzazione, riflessioni sui caratteri testimoniali e simbolici dei luoghi della scena urbana e del tessuto, nuovi profili metodologici e normativi, azioni strategiche e di sviluppo sostenibile, fino ai temi della ‘salvaguardia attiva’ e dell’archeologia urbana e a contributi propri della sperimentazione e della ricerca.
Il volume, con il supporto di molti apparati e strumentazioni descrittivi (piante, prospetti e immagini a colori), intende proporre una riflessione sulle pratiche di salvaguardia e sui progetti che, se fondati sulla comprensione della storia, possono innescare processi di trasformazione in grado di tutelare la qualità originaria e i valori della cultura, e su metodologie conoscitive essenziali per la comprensione delle vicende storiche e della civilta’ del nostro territorio.
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2) LA CITTA’ DA ROTTAMARE Dal dismesso al dismettibile nella citta’ del dopoguerra

Editore: Cicero
Collana: Saggi e ricerche
Pagine: 96
ISBN: 9788889632123
Prezzo: € 12,00
Anno: 2007
Il volume raccoglie il dibattito di un convegno nazionale dell’Audis (Associazione aree urbane dismesse) dal titolo ‘La citta’ da rottamare’, sulla riconversione delle aree urbane dimesse. Un tema legato a funzioni produttive di diversa natura: da quelle residenziali, a quelle industriali, commerciali, terziarie e militari. Strutture che talvolta, seppur ancora utilizzate, non rispondono piu’ alle attuali esigenze della vita urbana, sia in termini di efficienza sociale che economica o che hanno modificato radicalmente le loro funzioni.
Si tratta di parti importanti delle nostre citta’ nelle quali si evidenziano le fragilita’ di un tessuto che ha esaurito un ciclo di vita fisico e soffre di una frattura funzionale con la struttura urbana circostante.
La citta’ da rottamare e’ il risultato di un rapido degrado del patrimonio residenziale costruito nel dopoguerra in situazioni di emergenza e privo di qualita’formali e funzionali capaci di reggere all’evoluzione del tempo e della societa’. Oltre alle numerose operazioni di recupero delle aree dimesse si aggiungono oggi nuove esigenze per quelle parti di citta’ residenziale che devono rispondere ai sopraggiunti equilibri economici delle famiglie, all’integrazione dei nuovi cittadini immigrati, agli strumenti urbanistici di intervento. Il testo presenta diversi casi studio di riqualificazione urbana con differenti percorsi e soluzioni adottate.

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4) Urbanistica e sfera pubblica di Bianchetti Cristina
Dopo la stagione degli anni settanta, la riflessione critica e l'elaborazione teorica relative alla città contemporanea sono mutate radicalmente. Urbanisti e architetti sembrano avere perso la capacità di forgiare sensibilità e pensiero intorno alla città. Di parlare e farsi ascoltare. Una vera e propria afasia che pone questo settore del pensiero tecnico ai margini delle principali trasformazioni urbane. Riconoscere che oggi vi sia un problema nel rapporto tra il sapere sullo spazio e le sue trasformazioni non significa avere un atteggiamento nostalgico verso il passato. Non sono il passato o il futuro al centro delle preoccupazioni di questo libro, quanto ciò che il progetto per la città è ora. La sua incapacità di far fronte a un mutare sostanziale del pubblico, che non si da più nella forma di un tutto ben levigato e compatto. O di una calda comunicativa capace di generare un'opinione pubblica consapevole e attiva. Ciò cui assistiamo è il deflagrare del pubblico in una infinità di situazioni minute e continuamente cangianti. E come il progetto fa i conti con questa situazione? Queste domande sono esplorate dal basso, a partire dal ripensamento delle pratiche di progetto, in quattro esperienze di progettazione territoriale.

5) Per una cultura di paesaggio di Baldi M. Elsa
Formazione e coinvolgimento per il diritto alla bellezza dell'ambiente di vita. In tutta Europa si assiste ad una spettacolare crescita della domanda di paesaggio che afferma il diritto alla bellezza e dunque alla qualità dell'ambiente di vita. Anche in Sicilia, soprattutto per il contesto sociale più evoluto, cresce la domanda di sviluppo sostenibile e contemporaneamente la domanda di quel benessere psico-fisico che può essere garantito solo dalla bellezza dell'ambiente di vita. Una società educata alla cultura del paesaggio sarà in grado di scegliere le modalità e gli interventi più opportuni per mantenere o costruire la qualità paesaggistica dei luoghi, ma è importante che progettisti e pianificatori siano in grado di svolgere il ruolo di "saperi esperti" nella ricognizione e valutazione dei paesaggi e che contribuiscano alla diffusione della cultura del paesaggio anche dialogando con gli abitanti dei luoghi da conservare, riqualificare o trasformare. Questo volume offre un quadro di conoscenze di base ai futuri progettisti e pianificatori ed è occasione di sintesi di una lunga esperienza didattica, con una base teorica arricchita da annotazioni e rimandi per gli approfondimenti sempre opportuni per temi tanto rilevanti.
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6) Mussolini architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell'Italia fascista, di Nicoloso Paolo Grazie a un vasto impegno nelle opere pubbliche, la politica urbanistica del fascismo ha lasciato segni in molte città italiane: soprattutto con centri storici ristrutturati e lo sviluppo di insediamenti residenziali suburbani. Le opere pubbliche rispondevano a precise esigenze economiche e assolvevano un demagogico intento propagandistico. Paolo Nicoloso ricostruisce l'attivismo architettonico mussoliniano, in un lavoro che non vuole essere una storia dell'architettura fascista ma una storia dell'architettura come strumento politico. Uno strumento governato direttamente dal Duce, che non si limitava a inaugurare le opere, ma che voleva seguire personalmente i lavori. Mussolini voleva creare uno stato totalitario moderno nel solco di una tradizione millenaria. E l'architettura italiana di quegli anni, dei razionalisti come dei tradizionalisti, oscillò nell'interpretazione di questo rapporto dialettico fra passato e presente.
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8) Paesaggio: valore senza prezzo, di Marangon Francesco
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11) Città latenti. Un progetto per l'Italia abusiva
di Zanfi Federico
Un viaggio nel paesaggio paradossale dell'abusivismo edilizio, tra abitazioni perennemente incompiute, condonate, abbandonate. Con una domanda di fondo: se non è possibile buttare via tutto è possibile progettare un futuro? La città abusiva è il più vasto progetto collettivo mai realizzato nel nostro paese. È la proiezione nello spazio e nel futuro di un certo modello familiare, di un desiderio di benessere faticosamente conquistato e di un insieme di abitudini omologate e individualiste, a loro volta intrecciate ad un'implicita e mai del tutto controllata politica di autoorganizzazione, che ha drammaticamente influenzato lo sviluppo urbano italiano, non soltanto nel Mezzogiorno. Osservato da vicino nelle sue forme e nelle sue storie, ad oltre tre decenni di distanza dalla sua nascita, questo paesaggio abitato ci svela che le sue attese di futuro si sono in realtà esaurite da tempo, dissolte nella nuova domanda di qualità che la società contemporanea esprime. La sua costruzione perennemente non finita testimonia - più che una curiosa modalità di crescita progressiva e "aperta" - l'esplicito fallimento del grande disegno collettivo ad esso sotteso. Città latenti è un progetto in forma di libro per questo versante della città meridionale, che riflette sulle sue possibilità di trasformazione sovvertendo i presupposti formali e procedurali fino ad ora mantenuti dalle Politiche Pubbliche e dalla Legge sul Condono Edilizio
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http://www.libreriauniversitaria.it/citta-latenti-progetto-italia-abusiva/libro/9788861592285

10) Sul paesaggio. Questioni, riflessioni, metodologie di progetto
Questo volume nasce dall'esperienza maturata presso la facoltà di Architettura di Palermo, in un ambito però che raccoglie studiosi di varia provenienza anche non accademica. Il ragionamento si dipana attraverso saggi che, pur mantenendo una loro propria autonomia, affrontano l'unico compito di individuare punti di vista, sottolineare aspetti, indicare criteri, suggerire ipotesi utili - speriamo - ad alimentare il dibattito contemporaneo sul paesaggio, approfittando di una collana editoriale che si è data tale obiettivo.
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9) Il paesaggio della Toscana tra storia e tutela
La Toscana può ancora essere la terra del bel paesaggio? Con il contributo di storici, geografi, agronomi, urbanisti e giuristi il volume segue il lungo processo di costruzione del paesaggio toscano, dall'età dei Comuni e del Rinascimento fino all'attuale quadro ambientale della Toscana, dall'agricoltura mezzadrile alle città e all'industria. Afflitto da sintomi di crisi, talvolta aggredito o non rispettato, questo paesaggio si trova oggi al centro di un vivace dibattito, da cui emerge la necessità di una coerente azione di tutela e di buone politiche territoriali, nel solco delle tradizioni culturali della Toscana, poiché le odierne ferite al paesaggio sembrano rispecchiare in qualche misura anche la crisi della politica e della partecipazione.
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7) La cognizione del paesaggio. Scritti di Lucio Gambi sull'Emilia-Romagna e dintorni, di Guermandi M. Pia - Tonet Giuseppina
da http://www.unilibro.it3) La città in vendita. Centri storici e mercato senza regole
di Berdini Paolo
La configurazione urbanistica delle città è sempre stata determinata dalla struttura economica. Ciascuna di esse riceveva riconoscibilità dal contesto naturale, dalle caratteristiche delle produzioni che vi si svolgevano e dalla cultura individuale e collettiva che vi si esprimeva. La fase attuale di globalizzazione sta progressivamente cancellando le specificità. Le produzioni avvengono in ogni angolo del mondo e la struttura commerciale di tutte le aree urbane si sta rapidamente omologando. Nascono ovunque centri commerciali identici per forma e per offerta di beni di consumo. Le periferie si assomigliano sempre di più. Dalle periferie l'aggressione sta investendo i centri storici, e cioè quelle parti delle città in cui più elevata e preziosa era l'identità dei luoghi. Sottoposti a una pressione turistica senza precedenti, i centri antichi si orientano a soddisfare la domanda che ne consegue. Ed è così che artigiani e residenti scompaiono, sostituiti da negozi e megastore che potrebbero trovarsi in qualunque altro posto del mondo. Roma ha un centro storico unico, un luogo di grande fascino che traeva la sua caratteristica dall'equilibrio tra i ceti sociali che vi abitavano e il tessuto artigianale urbano. A Roma l'urbanistica è stata abbandonata: la "valorizzazione" dell'Ara Pacise e il parcheggio del Pincio sono solo gli aspetti più eclatanti dell'abbandono di una visione unitaria dei processi di trasformazione urbana. Di un'idea di città e del suo nucleo storico
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Last modified: Thursday, 26 January 2012, 3:02 PM