galerie davide gallo

'Siberian Fieldworks'

new works by

Carlos Casas

Opening
13th June 2008


on view until September 2008

11:00 am to 6:00 pm
(from Tuesday to Saturday)


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Siberian Fieldworks

On June 9th, 2008, galerie davide gallo has the pleasure of presenting a solo show by the Spanish artist Carlos Casas.

Seduced by the image of cinema, the gaze of Carlos Casas runs through the years in which this art drew its meaning not from the aesthetic ability to develop facts, but from the courage to tell their truth. We are reminded of 'Flaherty' 'Nanook From the North' and 'Man of Aran', where the fight against the forces of Nature and the desire to control it, has been reduced to just trying to deal with events as they come in order to survive. In compliance with this high tradition, also to satisfy his own personal narrative needs.

In accordance with this high tradition, and also to satisfy his own personal narrative needs, the aesthetics of Carlos Casas almost does not process the raw film material; rather, his film is a natural flowing of time and places. In fact, the artifices and techniques related to post-production are almost completely absent, leaving the film free to runÊaccording to a spontaneous logic. The editing tends to respect the natural rhythm of events. There isn't elaboration: Carlos Casas ensures us that reality is already magical in and of itself; we need just the right perspective.

There are two pillars that underpin the narration of Casas: Man and Nature. There is no antagonism between them, but rather a mutual understanding.

Casas recalls the romantic myth of the "State of Nature", and enriches it in a modern and anthropological sense. The Spanish artist, in fact, documents the lucid awareness that his heroes have beeing confronting themselves with Nature so concretely, without idealism. This is the case of the sequence with the reindeers in "Tundra" and in the hunt of the whales in "Hunters since the beginning of Time". This "practical" dialogue of archaic societies and Nature has nothing unscrupulous or aggressive. Man and Nature are two old friends forced against their will to play a game: one wins today, tomorrow wins another. From a syntactical point of view it is worth noting that the visual aspect alone is not sufficient to render merit to the sublime art of Carlos Casas. The soundtrack plays a decisive role in the syntax of the film, with ambient sounds, minimal compositions and often live-sets. (One is reminded of this set on the boat of the PS1 in June 2007 during the opening of the Biennale of Venice). This is not simply a soundtrack, but a pure aesthetic experience. The track neither guides nor emphasizes the image, but has its own autonomy. At the same time, however, it is never anarchic. Rather, it always aims to suggest an alternative path of perception. With regard to style, it is worth emphasising must specify that Carlos Casas often builds his films in order to arrange a sequence more sensitive to the internal and independent gramatic of the work than to its exterior plausibility. The film refers to its own internal laws of gravity; whether these impose a different rhythm, divided into two or three channels of projection, Carlos Casas does not hesitate to impart the necessary explaining tools to his work.

Being such master of style is not (and is never) a celebration of his own capacity, but rather a humble desire to engulf the onlooker in an amplified emotion - a place where the meaning of things is lost and the horizons bleed. Where few tracks survive, we are reminded of one terrestrial, and then a divine, sense of Nature.

Carlos Casas has participated in noteworthy events such as: Pan Screening, Palazzo delle Arti di Napoli, curated by Julia Draganovic, Music in progress, Centre d'art Contemporani de Barcelona, Locarno Film Festival, Forward Fendi, Fondazione Alda Fendi, curated by Andrea Bruciati, Netmage Bologna.


Davide Gallo

Il giorno 9 giugno 2008, la galerie davide gallo ha il piacere di presentare il solo show dell'artista spagnolo Carlos Casas.

Sedotto dall'immagine cinematografica, lo sguardo di Carlos Casas corre alla pellicola degli anni in cui il cinema traeva il suo carisma estetico non dalla capacità di elaborare i fatti, ma dal coraggio di saperli raccontare nella loro verità. La memoria corre a "Flaherty", a "L'uomo di Aral" dove la lotta contro le forze della Natura e il desiderio di placarla si tramutava nel tentativo di dominare gli eventi solo il necessario per garantire all'uomo la sua sopravvivenza. Nel rispetto di questa alta tradizione ma anche per soddisfare personali esigenze narrative, l'estetica di Carlos Casas non concede nulla, o quasi, alla elaborazione del dato visivo, che fluisce seguendo una naturale evoluzione temporale. L'artificio e le tecniche legate alla post-produzione, sono quasi del tutto assenti, lasciando il film libero di scorrere secondo una logica spontanea. Il montaggio tende a rispettare così il ritmo naturale degli eventi. Non c'è elaborazione, artificio poichè Carlos Casas ci assicura che la realtà è già magica di per sè, basta solo saperla cogliere con lo sguardo giusto.

Due sono i pilastri intorno a cui si sviluppa l'edificio narrativo di Casas: L'uomo e la Natura. Non c'è antagonismo tra loro bensì una reciproca comprensione. Recuperando il mito romantico dello "Stato di Natura", l'artista lo supera in senso moderno ed antropologico. Casas, infatti, documenta la lucida consapevolezza che i suoi eroi hanno nell'affrontare la Natura in modo concreto, senza idealismi. Come è il caso della sequenza della raccolta delle renne in "Tundra", o la caccia alle balene in "Hunters since the beginning of Time". Inutile dire che questo dialogo "concreto" delle società arcaiche con la natura, non ha nulla di spregiudicato o aggressivo. L'Uomo e la Natura sono due vecchi amici costretti, loro malgrado, a giocare una partita: oggi vince l'una, domani vince l'altro. Da un punto di vista sintattico, dobbiamo aggiungere che il dato visivo da solo non basta a render merito della sublime arte di Carlos Casas. La traccia acustica gioca un ruolo decisivo nella sintassi del film. Suoni dell'ambiente, composizioni minimali, spesso live-set (ricordiamo il set sulla barca del P.S.1 nel giugno 2007 durante l'opening della Biennale di Venezia) non sono semplici colonne sonore ma purissima esperienza estetica. La traccia, né guida né enfatizza l'immagine ma gode di una sua autonomia che non è mai anarchica, ma è sempre finalizzata a suggerire un percorso della percezione alternativo.

Riguardo allo stile, bisogna specificare che l'artista spesso costruisce i suoi film in modo da rispettare una sequenza più sensibile alla gramamtica interna, e autonoma, dell'opera che non alla sua plausibilità esterna. Il film riferisce a se stesso, alle sue leggi gravitazionali interne e se queste impongono una ritmica diversa, articolata in due o tre canali di proiezione, Carlos Casas non indulge nel fornire alla sua opera gli strumenti esplicataivi necessari. L'essere tanto padrone dello stile, non è mai una roccambolesca celebrazione delle proprie capacità, ma l'umilissimo desiderio di far precipitare lo spetattore in una emozione amplificata; un luogo in cui il senso delle cose si perde e gli orizzonti sfumano, li dove poche tracce sopravvivono per ricondurci ad un senso tutto terreno, quindi divino, della Natura.

Carlos Casas ha partecipato ad importanti eventi come: Pan Screening, Palazzo delle Arti di Napoli, curato da Julia Draganovic, Music in progress, Centre d'art Contemporani de Barcelona, Locarno Film Festival, Forward Fendi, Fondazione Alda Fendi, curato da Andrea Bruciati, Netmage Bologna.

Davide Gallo

Hunters since the beginning of time
Photo from the film
2007


Tundra
Double screen projection
Photo from the film
2007


Tundra
Double screen projection
Photo from the film
2007

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Last modified: Thursday, 26 January 2012, 3:02 PM